Museo degli antichi strumenti del tessile

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Presentazione

L’idea di un Museo di strumenti scientifici è nata nel settembre del 2002, subito dopo l’arrivo del Preside, Prof. Francesco Rossi. Inizialmente avrebbe dovuto essere il “Museo degli strumenti scientifici di Chimica e Fisica”, poiché raccoglieva unicamente strumentazioni di queste discipline. La scelta di cambiarne la denominazione in “Museo degli antichi strumenti del tessile” è stata fatta in un secondo momento, con l’aggiunta di una sezione specifica dedicata al tessile, ed in considerazione del fatto che l’Istituto Tullio Buzzi è sempre stato di vocazione tessile e chimica tintoria. Il Museo, attualmente, è articolato in quattro sezioni espositive: tessile, chimica, fisica e mineralogia.

Il progetto è nato per valorizzare il patrimonio che la scuola custodiva inconsapevolmente. Fino al 2002, infatti, esistevano solo una vetrina in uno studiolo di chimica, piena di vetreria datata, oggetti in porcellana e rame, ed alcuni armadi stracolmi di apparecchi di fisica ad uso didattico, alcuni dei quali databili addirittura attorno agli anni 1886-1890.

La difficoltà iniziale è stata lo studio del luogo dove esporre questi strumenti ed in quali armadi collocarli. La prima questione è stata risolta scegliendo di adibire a locali di esposizione lo spazioso atrio centrale e i due ampi corridoi adiacenti. Per quanto riguarda gli armadi, è stato deciso di usare quelli che l’Istituto già possedeva, mobili di legno del primo ‘900, sufficientemente alti e capaci, anche se in cattive condizioni per essere stati usati fino ad allora solo per appoggiare la vetreria, contenitori di vari prodotti o altri apparecchi.

Nei due anni successivi il lavoro si è concentrato nel restauro delle strumentazioni e dei quattro armadi giudicati idonei per ospitare questi “gioielli” saltati fuori dal nulla. Inoltre, il museo si è arricchito di due moderne teche, grazie alla donazione fatta dall’Associazione degli ex-allievi dell’Istituto.

Il nuovo museo è stato inaugurato ufficialmente, e con successo, nel novembre del 2004.

Ma ancora non comprendeva la sezione del tessile. E’ iniziata quindi la ricerca, la raccolta e la catalogazione di telai, aspini, bilance romane, dinamometri ed altri apparecchi, tutti dei primi del ‘900, dimenticati nel magazzino dell’Istituto, e per la maggior parte ancora funzionanti. Per l’esposizione dei nuovi strumenti sono stati quindi restaurati altri armadi dislocati in alcuni laboratori della scuola.

Ultimamente, la parte espositiva è stata ampliata e arricchita da una serie di libri antichi, alcuni dei quali risalgono alla fine del ‘700, che comprendono, tra gli altri, un libro di tintura del 1780, intitolato “il Nuovo Plico d’ogni sorta di tintura, alcuni volumi di chimica in lingua francese del 1860, l’ enciclopedia di Chimica, Casa editrice Selmi, del 1868, e l’opera completa di Galileo Galilei del 1929/1939.

Altri manuali tessili e dell’arte della tintura dal 1897 al 1912, con acclusi campioni di stoffe, sono stati collocati in due cassettiere ed in una vetrina di cristallo e nell’armadio dedicato agli apparecchi tessili.

L’ultima sezione del Museo è dedicata ai minerali, dei quali è possibile ammirare un’ampia collezione di oggetti provenienti dall’Italia e dall’estero, ed è arricchita da un’interessante rassegna fotografica sulle antiche miniere toscane.